L'universo, l'autismo, la mente e i valori

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La Natura della natura

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Perché gli antichi Egizi avvaloravano Deneb e la Croce del Nord

Se qualsiasi persona decidesse allineare le ali della Costellazione del Cigno o della Croce del Nord (e giammai la cintura di Orione) con le piramidi di Giza, troverà (come successe con Cassella [2018i]) che:


(A) Le  stelle alle ali della Croce del Nord (Delta Cygni, Sadr, ed Epsilon Cygni) suggeriscono il circolo sud di triangolazione dell'antico Egitto, al sud di Giza e del Cairo; e la linea delle stelle che incrocia quella delle ali; cioè,  Deneb, Sadr, e Albireo, fa il circolo nord di triangolazione al nord di Giza, nel delta del Nilo; 

(B) in terra e nel cielo, i due circoli si incrociano due volte (lungo una base di 14,1 miglia); dal lato sinistro (cioè all'ovest), nella cuspide della piramide di  Khafre; e dal lato destro, in un tempio a pochi metri al nord del tempio di Iside/Sirio; i due incroci sono una metafora dei principi quantici dell'Ubiquità e della Coincidenza;

(C) con la loro ubicazione, le piramidi di Khufu e Menkaure riflettono l'esistenza in terra del circolo del sud; (4) l'ubicazione della piramide de Djedefre conferma l'esistenza del circolo del nord; e 

(D) all'est del circolo del nord, brillano le 3 stelle della cintura di Orione.


La testa della Sfinge rappresenta la computazione classica (o la 1ma attenzione) con meno danno nell'autismo; il suo corpo felino rappresenta la computazione quantica (o la 2da attenzione) danneggiata nell'autismo; e l'unione della testa con il corpo nella Sfinge rappresenta la de-coerenza della 3za Attenzione.


Se guardiamo l'est, in linea con lo sguardo enigmatico della Sfinge, convalideremo 4 ipotesi:


(a) i punti che riposano nell'incrocio dei due circoli di triangolazione avvalorano il principio dell'Ubiquità che 'un oggetto può esistere in due o più posti simultaneamente' (i due circoli, per esempio) e anche il principio della Coincidenza che 'due o più oggetti separati (i due circoli, per esempio) possono condividere lo stesso spazio allo stesso tempo';

(b) al sud della punta est della base comune dei due circoli, deve esserci un tempio dedicato alla stella Sirio  (Iside, Sopdet, o Venere) o la 2da attenzione;

(c) a 1,8 miglia verso il nord-est del circolo del nord, devono esserci tre templi dedicati alle 3 stelle della cintura di Orione (o la 3za attenzione), che attualmente saranno sotterrati (a destra nella figura sopra); e

(d) quando un faraone moriva, il suo spirito e il suo corpo viaggiavano dai 3 templi di Orione-Osiride-Sah sulla Terra ai templi di Sopdet-Iside-Venere, attraversavano il fiume Nilo verso la Sfinge (che lo portava alla costellazione del Leone); dalla Sfinge, la mummia era portata nella tomba, e lo spirito saliva alla Via Lattea, prima di raggiungere la Cintura di Orione nel cielo.  


Se sveliamo i segreti racchiusi nella mente degli autistici, nell''Arca dell'Alleanza'  costruita da Mosè, nelle opere d'arte di Leonardo, e nei  monumenti di  Giza, potremmo trasformare in opportunità di crescita i pericoli imposti dal riscaldamento globale. Come si spiega al fondo di questa pagina, questi pericoli sono molto più pronunciati delle difficoltà che secondo l'IPCC (Gruppo Inter-governativo del Cambiamento Climatico) incontreremo alla volta del secolo XXI.

L'euristica logos e l'Arca dell'Alleanza

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Se l'Arca dell'Alleanza a Axum (Etiopia) non è l'Arca, è pur sempre una metafora (Cassella, 2019) dei 3 passi della capacità di risolvere un problema, lesionata nel cervello autistico:


(1)  MANTENERE L'INTEGRITÀ DELLA NOSTRA  MEMORIA (Thummim, il Pastorale, la 1ma Attenzione illesa nell'autismo ad alto funzionamento, o l'unità della  computazione classica  dove il '' vince il 'no'):

(2) IMMAGINARE NUOVE MEMORIE (Urim, il Flagello, l'unione del con il no nell'ambiguità della coerenza quantica, o la  2da attenzione lesionata nell'autismo); e

(3)  SCEGLIERE UN 'CAMMINO-CON-CUORE', nella de-coerenza della 3za Attenzione.


Mosè nascose nella sua Arca l'incrocio del Pastorale con il Flagello nel petto del dio Egizio Sah/Osiride. Quell'incrocio si nasconde anche nella domanda, "Quanti angeli (l'infinito dell'Ubiquità) possono danzare sulla punta (il nulla della Coincidenza) di uno spillo (l'unità)?


La de-coerenza quantica completa l'unione del Pastorale con il Flagello, o dei cristalli Thummim e Urim messi nell'Arca da Mosè, la natura della natura, e la danza dell'unità con il nulla e con l'infinito (1/0 = ♾). 


La de-coerenza quantica può essere vista come parte della 2da attenzione o della 3za Attenzione.

La 'Natività' e la 'Lotta per lo Stendardo' di Leonardo

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La Danza dell'Unità con l'infinito ed il nulla precede la nostra percezione della  bellezza di un Capolavoro, di un Testo Sacro, e di vincere con gli  angeli dell'Ubiquità e della Coincidenza; disposti nella parte superiore del quadro 'La Natività' di Leonardo da Vinci.


'La Natività' (a sinistra) riposa nella chiesa di 'Santa Maria dei Canali' a Tortona (AL, Italia). 


Senza la nube, gli angeli dell'Ubiquità e della Coincidenza si troverebbero dentro la stalla; e senza gli angeli, la nube starebbe fuori della stalla. Assieme, i due angeli e la nube stanno dentro e fuori simultaneamente (Ubiquità) e condividono lo stesso spazio allo stesso tempo (Coincidenza). Giuseppe é la 1ma attenzione o il Pastorale; Maria, la 2da attenzione o il Flagello; e Gesù, la 3za Attenzione, o la loro unione.


Leonardo nascose  le tre attenzioni della natura e della mente umana in tutte le sue opere; per esempio, nel suo murale scomparso 'Lotta per lo Stendardo', il pezzo centrale della 'Battaglia di Anghiari'. 


Il Vasari nascose il centro della Lotta por lo stendardo di Leonardo a 7,035 metri sotto la sua Battaglia di Marciano, nella Sala dei 500 del Palazzo Vecchio di Firenze (Cassella, 2017c). Secondo Antonio Cassella, se si perfora un buco di 1/2 pollice di diametro a 0,915 metri dal pavimento, sulla verticale che scende dalla gola del soldato a punto di morire sul suolo della Battaglia di Marciano, si incontrerà la gola del soldato a punto di morire sul suolo della Lotta per lo Stendardo.

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A. Autismo e schizofrenia (italiano)

La leggenda del viaggio di andata e ritorno di Quetzalcoatl


Questa pagina cerca di mostrare che i ragazzini autistici, ancorati nella memoria di una realtà presumibilmente conosciuta cresceranno a una età adulta ostacolati dalla difficoltà di intraprendere la via della coerenza quantica, nella quale esploriamo l'infinito percorso dal semidio mesoamericano 'Quetzal-coatl' (Uccello-serpente). Anche se va come 'Serpente-uccello', dalla percezione dello spaziotempo condiviso (sulla terra che sostiene il serpente-coatl) al cielo della pazzia (che accoglie l'uccello-serpente), 'Quetzalcoatl' scapperà dagli artigli della pazzia. Lui (o lei) tornerà dall'incontro dell'infinito con il nulla, nella Congiunzione superiore, verso il progresso di uno spaziotempo rinnovato, nella Congiunzione inferiore.


L'autismo si rifà a una condizione irreversibile, che fino ad ora è rimasta senza cura. Oltretutto, la proporzione della popolazione inclusa nello spettro autistico è aumentata negli ultimi anni. Le ragioni possono risiedere in strumenti migliori di diagnosi, nel percorso imprevedibile di virus sconosciuti, nell'effetto non desiderato di alcuni vaccini in alcuni ragazzini, e nell'emissione irresponsabile di sostanze chimiche tossiche. 


Giorno dopo giorno diventiamo più coscienti della perdita inarrestabile della nostra capacità quantica di immaginazione (l'apprendimento, il cristallo Urim di Mosè, il bastone No'am di Zaccaria, il Flagello di Osiride o il Nagual degli Aztechi), che si alloggia tra la necessità autistica  (Thummim o la computazione classica) e la casualità schizofrenica.


Possiamo includere nella schizofrenia le persone che, sebbene esploravano il bordo della pazzia quando erano bambini, nell'età adulta perdono la capacità di lasciare indietro la pazzia con il fine di rinnovare il mondo condiviso. In effetti, la de-coerenza quantica, o la capacità di Quetzalcoatl di ritornare ad un io e ad un atro migliori, rimane compromessa in grado variabile negli adulti che rimangono prigionieri della psicosi


Capire l'autismo porta a capire la schizofrenia; capire la schizofrenia porta a capire la psicosi che la circonda; e capire la psicosi porta a capire la mente 'normale'. 


Il  beneficio di conoscere le radici cognitive dell'autismo


La proposizione di una teoria (per esempio, l'euristica logos) che scoprisse le radici cognitive dell'autismo e della schizofrenia costituirebbe una scoperta provvidenziale, dal momento che favorirebbe la promessa di una cura, la diagnosi dell'autismo al principio dello sviluppo di bambini autistici e la definizione di metodi migliorati di insegnamento da applicare a persone con autismo. 


La ricerca di Antonio Cassella appunta a più di prevenire l'aumento dell'ordine autistico nei bambini e del disordine schizofrenico in adulti che da bambini erano normali. Capire le radici cognitive dell'autismo e della schizofrenia al centro della psicosi ci permetterà di evitare la distruzione portata dai quattro cavalieri dell'Apocalisse: il terrorismo (1), il riscaldamento globale (2), l'autismo (3), e la schizofrenia al centro della psicosi (4). 


Oltre a evitare il completamento della distruzione in corso, la comprensione della natura dell'autismo e della schizofrenia potrebbe guidare la nostra ricerca ed il nostro incontro con un nuovo orizzonte di educazione dei nostri figli, verso la risoluzione sociale di problemi cruciali.


La crescita misteriosa dei casi di autismo da Kanner e Asperger 


Gli Olmechi, Maya, Toltechi, e Mexica/Aztechi dell'America Centrale credevano che, come 'uccello-serpente', "Quetzal-coatl" (a sinistra nella figura sopra) possedeva la capacità di lasciare indietro la memoria della realtà classica (o lo spaziotempo), andare verso la pazzia sulla strada di mondi immaginari mutuamente opposti (l'iperspazio quantico), e tornare (a destra), sempre nell'iperspazio, a uno spaziotempo rinnovato. 


Gli autistici non hanno la libertà di 'Andare' alla maniera di "Coatl-quetzal"; e gli schizofrenici senza medicazione non hanno la libertà di  'Ritornare', alla maniera di "Quetzal-coatl". La comprensione dell'autismo infantile porterà a tutti la libertà di scegliere meglio


Nel 1943, Leo Kanner utilizzò il termine autismo infantile  per descrivere la malattia sconosciuta di 11 bambini che mostravano tre caratteristiche anormali:


·  la difficoltà di integrarsi socialmente con i loro coetanei, o la solitudine autistica (le abilità cognitive non manomesse o troppo sviluppate  nell'autismo sono sottolineate),

· il desiderio di ripetizione, o somiglianza con cose conosciute, e

·   isole di abilità, (per esempio, nel completare velocemente puzzle complessi). 


Su Donald, il primo ragazzino che esaminò nel 1938, Kanner scrisse “Lui poteva, dall'età di due anni e mezzo, dire i nomi di tutti i presidenti e vice-presidenti (degli Stati Uniti) . . .  Però non riusciva a sostenere una conversazione ordinaria. Rimaneva senza contato con la gente, anche se manipolava facilmente oggetti. La sua memoria era fenomenale. Le poche volte che si dirigeva a qualcuno—principalmente per indicare le sue necessità—si riferiva a sé stesso come ‘tu' e al suo interlocutore come 'Io' (inversione dei pronomi).


Un anno dopo, Hans Asperger presentò uno spettro più ampio di bambini con caratteristiche similari, mostrando che non tutti gli autistici sono dotati di un funzionamento alto in aree speciali. Altre peculiarità notate da Asperger nei suoi pazienti erano:


· poca frequenza di contatto visuale

· povertà di espressioni facciali e di gesti, 

· ripetizione di movimenti stereotipati (delle mani, salti, e così via), 

· linguaggio anomalo, 

· aderenza a impulsi del sè stesso in detrimento di esigenze ambientali, e 

· mancanza della capacità di apprendimento da coetanei, genitori, ed insegnanti.


Oltre a eliminare alcuni sottotipi dei 'Disturbi dello Spettro Autistico' (DSA in italiano e ASD in inglese) (per esempio, il caso degli ‘Asperger’), il DSM-V (American Psychiatric Association, 2013) centra l'autismo in due aree di problemi:


A. danno in 3 di 3 aree di comunicazione sociale e di interazione in distinti contesti (con severità che può comprendere anche l'assenza totale di linguaggio in molti casi); nella quale A1 si dirige alla povertà di iniziazione e di risposta su contatti sociali (per esempio, la mancanza di attenzione congiunta), A2 riflette la debolezza della comunicazione non verbale (per esempio, il contatto visuale), e A3 si dirige alla deficienza di coscienza sociale, intuizione, e relazioni (per esempio, la mancanza di una “teoria-della-mente” nel prendere in conto le prospettive di altri dopo i 4 anni); 


B. forme di comportamento ristretto o ripetitivo in per lo meno 2 di 4 sintomi; nella quale, B1 si riferisce a movimenti stereotipati (per esempio, ecolalia o inversione di pronomi), B2 denota una resistenza eccessiva al cambio dovuta a una forma di pensare rigida (per esempio, reazioni eccessive a cambiamenti triviali e l'inabilità di capire l'ironia e l'umorismo), B3 rimane connesso a un attaccamento eccessivo a oggetti o a interessi circonstanziati (per esempio, coperte), e B4 mostra una ipo- o iper-reattività a aspetti sensori dell'ambiente (per esempio, oggetti in rotazione). (Vedere un sommario del DSM-V [summary of DSM-V observations] sull'autismo preparato da L. Carpenter [PhD] nel 2013.)


La prevalenza dell'autismo e della psicosi


In quanto alla prevalenza dell'autismo, il DSM-IV-TR (2000) presentò una media di 5 casi per 10,000 individui, mentre il CDC di Atlanta si allinea oggi con cifre di 1 caso di autismo ogni 59 bambini (o 1.69 %). Da questo possiamo dedurre che ci sono circa 5 milioni di individui con autismo negli Stati Uniti e più di  80 milioni di autistici nel mondo. 


Dal momento che l'eliminazione di sottotipi dal DSM-IV-TR al DSM-V introduce la possibilità di calcoli contenuti sul numero di autistici in vita, Cassella (2018e) ha proposto che la prevalenza dell'autismo (per lo meno 1% nel mondo) e della psicosi (che include la schizofrenia) sta crescendo. Il fatto che il gioco di finzione solitario nel DSM-IV (2004) sia stato sostituito nel DSM-V con il gioco immaginario condiviso dimostra che i numerosi autori del DSM-V non comprendono ancora la causa originale dell'autismo. La stessa conclusione può essere applicata alla psicosi e alla malattia al suo centro: la schizofrenia.


Come è successo con l'autismo, il DSM-V ha eliminato alcuni sottotipi della schizofrenia, vista come la percezione di realtà inesistenti o di allucinazioni per più di un mese. Se si accavallano nella psicosi (l'inabilità di mantenere intatta la percezione di una realtà condivisa) la schizofrenia (25-60 milioni), il disordine bipolare (60-80 milioni), e la depressione (270-300 milioni), allora la prevalenza globale della psicosi (circa 5%) potrebbe essere presa come 5 volte la prevalenza dell'autismo. 


Nel 1964, Bernard Rimland mostrò che la visione della realtà condivisa nell'autismo e nella distorsione della realtà proposta dalla schizofrenia ubbidisce campi cognitivi opposti tra loro, alla stessa maniera in cui la sanità di mente si oppone alla pazzia. Dal momento che molti schizofrenici rispondono positivamente ad antagonisti della dopamina, mentre non ci sono farmaci che riescano a eliminare l'autismo, Cassella (2017a) si è allineato con la conclusione di Rimland che la schizofrenia risponde a una malformazione genetica opposta all'autismo.  Se gli schizofrenici rappresentano circa 10% degli psicotici (circa 400 milioni), allora una su 200 persone soffre di schizofrenia, mentre 1 su 100 persone soffre di DSA. L'autismo colpisce i nostri bambini, mentre la schizofrenia colpisce i ragazzi che escono dall'adolescenza fino all'età di 35 anni, raggruppandosi intorno all'età di 20 e all'età di 30 anni.


La prossima sezione mostra che l'autismo, il ritardo mentale, la sindrome di Down, la schizofrenia, e la psicosi sono manifestazioni differenti del deterioro dell'incontro di due aspetti della mente normale: La computazione classica illesa nell'autismo di alto funzionamento e la computazione quantica danneggiata in qualsiasi tipo di autismo.

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B. Autismo, sindrome di Down, schizofrenia e ritardo mentale


A differenza della sindrome di Down, l'autismo non risponde a una anormalità genetica conosciuta. Sebbene l'autismo derivi dal danno di una faccia centrale e paradossale della nostra cognizione, questo spettro è relazionato con varie etiologie, come succede con la epilessia, il ritardo mentale, e la paralisi cerebrale. Infatti, il 70 percento degli individui con autismo presentano un grado variabile di ritardo mentale, che è una caratteristica che l'autismo condivide con la paralisi cerebrale e la sindrome di Down, anche se le due ultime malformazioni non hanno connessioni con l'autismo infantile. Oltretutto, una terza parte dei bambini con autismo possono essere associati a anormalità pre- e perinatali e allo sviluppo di convulsioni nell'adolescenza piuttosto che nell'infanzia (Deykin & MacMahon, 1979). In contrasto con questa constatazione, il ritardo mentale dei non autistici è connesso a complicazioni post-natali e a epilessia nella prima infanzia (Richardson, Koller, Katz, & McLaren, 1980).


I benefici di conoscere le radici cognitive dell'autismo


La proposizione di una teoria che scopra le radici cognitive dell'autismo e della schizofrenia costituirebbe un successo provvidenziale, nel fatto che permetterebbe di prevenire l'occorrenza dei due spettri, incontrare una cura, emettere prognosi presto nello sviluppo ed applicare metodi educativi migliorati. Comunque, Cassella aspira a qualcosa di più che a prevenire l'incremento dell'ordine autistico e del disordine psicotico, dal momento che scoprire le radici dell'autismo e della schizofrenia ci permetterà di evitare la distruzione portata dai quattro cavalieri dell'Apocalisse: il Terrorismo (1), il riscaldamento globale (2), l'autismo (3), e la schizofrenia al centro della psicosi (4). 


Oltre ad evitare la degenerazione della mente di leader, nazioni, e della società globale, la comprensione delle cause dell'autismo e della schizofrenia potrebbe permetterci di cercare e di incontrare nuove forme di  risoluzione di problemi, di apprendimento e di rafforzare le opportunità di progresso dei nostri figli.  


Il fatto che non comprendiamo ancora le basi cognitive del disordine alla base dell'autismo limita severamente i metodi utilizzati per insegnare a bambini autistici come riprendersi dalla loro menomazione. I metodi utilizzati attualmente sono basati usualmente in tecniche di modificazione del comportamento derivate dal condizionamento operante, come lo descrisse B. F. Skinner, un psicologo dell'Università di Harvard.


Modificazione del comportamento


Il condizionamento operante—che considera l'esistenza della mente un'ipotesi superflua—ha dato origine a tecniche positive di rafforzamento del comportamento, che sono cruciali nell'acquisizione di significati centrali, regole, abitudini, ed abilità basiche. Però, i metodi educativi basati su questa teoria non possono insegnare agli autistici come correggere il quadro familiare di conoscenze quando si presentano cambiamenti imprevisti del contesto, o quando l'ambiente presenta esigenze inusuali. Di fatto, quando i problemi sollevati dalle vicissitudini della vita ci spingono a cercare nuovi orizzonti, la modificazione del comportamento—utilizzata con gran successo nell'allenamento di animali che lavorano nei circhi—diventa  meno effettiva, inefficace, e perfino controproducente. 


Dal momento che la creatività è indebolita nell'autismo, in una svolta ironica, la modificazione del comportamento rinforzerà la tendenza degli autistici ad aderire a quello che conoscono in situazioni nuove, in cui le conoscenze familiari sono inadeguate. Forse, i metodi di insegnamento basati sul condizionamento operante lavorerebbero meglio se fossero arricchiti con attitudini favorevoli al cambiamento o alla ri-creazione sociale. Solo per mezzo della creatività potremo sospendere a tempo la validità di conoscenze e abitudini "certe", “legittime” ma ripetitive.


Alla fine, una teoria capace di spiegare le radici psicologiche e neurobiologiche delle limitazioni cognitive degli autistici potrebbe arricchire i metodi tradizionali di insegnamento e aiutare molto di più tanto i ragazzi con limitazioni cognitive quanto i ragazzi normali. Il primo passo nello sviluppo di una teoria coerente sull'autismo è dato dall'esplorazione della crescita dell'intelligenza nella prima infanzia e dei punti di forza e debolezze degli autistici, l'obiettivo delle prossime due sezioni.

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C. La crescita dell'intelligenza nell'infanzia

Come ha scritto Cassella (2000, 2002a, 2018e), analizzando il comportamento di bambini normali di fronte a prove cognitive nei primi quaranta, il psicologo Jean Piaget incontrò che l'intelligenza umana cresce in cinque tappe dalla nascita ai 6,5 anni di età (in ritrovamenti attuali): 


A. Prima dei 3 mesi, i neonati si rendono conto che il sé stesso è capace di ripetere i suoi movimenti perfettamente;

B. prima del 4to mese, i bambini imparano a unire una percezione al loro sé; 

C. prima dell'età di 1 anno, essi imparano a ripetere perfettamente (con 100% di probabilità) la relazione causale tra due percezioni; 

D. all'età di due anni, i bambini possono unire una percezione a un concetto (rappresentazione) al sé; e 

E. all'età di 6,5 anni, tutti i bambini normali uniranno due concetti (o due rappresentazioni) nella meta-rappresentazione.


Siccome Piaget non comparò mai bambini autistici a bambini normali, non si rese mai conto che l'intelligenza umana cresce lungo due vettori cognitivi:

  • la perfezione della computazione classica della 1ma attenzione; e 
  • meno-della-perfezione nella computazione quantica. 


D'altronde, Piaget non fece neppure caso al fatto che la computazione quantica può essere divisa, a sua volta, in due fasi:

  • una fase di andata immersa nell'ambiguità e nella speranza che caratterizzano il nostro coraggio di affrontare una sfida nella coerenza della 2da attenzione e 
  • la contentezza (l''eureka' di Archimede) che caratterizza la nostra presa di coscienza che abbiamo intrapreso il ritorno a un mondo migliore, espressa nella de-coerenza del sorriso ad altri, ascritto alla 3za Attenzione.


Anche se sorridiamo naturalmente, non è facile concludere se siamo sulla strada della 2da attenzione o siamo sulla strada della 3za Attenzione. L'apprendimento nascosto nella computazione quantica può essere allacciato a risultati sublimi o a imprese poco sociali; Leonardo da Vinci, per esempio, usava la sua 2da attenzione per disegnare cannoni sempre più potenti; e seguiva la via della 3za Attenzione quando pitturava la 'Monna Lisa' o la sua 'Natività' (adesso nella chiesa di Santa Maria dei Canali a Tortona).


Mark Johnson (1994) misurò la capacità di bimbi di 4 mesi di cambiare la loro attenzione dieci anni prima che Landry e Bryson (2004) trovassero che gli autistici non seguono i bambini normali nell'intraprendere tale svolta. A sua volta, anche John Watson (1994) individuò la presenza della probabilità condizionale o meno-che-perfetta durante il primo anno di vita dei bambini normali. 


Watson utilizzò uno spago per legare il piede destro di un bambino addormentato a un sonaglio;  e dopo aver fatto quello, legò il piede sinistro di un altro bambino allo stesso sonaglio. (I due bambini erano separati da una tenda opaca). Quando il primo bambino si svegliò, cominciò a muovere il suo piede destro, producendo un suono ripetitivo con probabilità p = 1 (necessità autistica). Quel movimento svegliò il secondo bambino che cominciò anche lui a fare suonare il sonaglio con p = 1, dal momento che il primo bambino si era fermato. In verità, il primo bambino era rimasto sorpreso dal notare che il sonaglio produceva lo stesso suono senza che lui facesse un movimento (p = 0; o casualità schizofrenica). Dopo un po', però, scoprì che poteva muovere il sonaglio, anche se non aveva più il controllo totale (100%) di quel movimento. Il secondo bambino fece la stessa scoperta, in un dialogo che Watson attribuì all'effetto della  probabilità condizionale o  meno-che-perfetta (tra 1 e 0, o tra l'autismo e la schizofrenia). 


Watson e i due bambini scoprirono là e in quel momento che esiste un potere distinto ad avere o a non avere il controllo totale. Tale potere può essere relazionato alla computazione quantica che guida il controllo meno-che-perfetto nel mediare tra la perfezione dei movimenti del sé stesso  e l'imperfezione da noi attribuita alle persone che impediscono il nostro controllo totale. L'Inquisizione bruciò migliaia di streghe perché è troppo facile confondere meno-della-perfezione (0 < p < 1) con l'imperfezione (p = 0). Anche i tiranni malevoli bruceranno qualsiasi mente che osasse criticarli.


Gli autistici non riescono a maneggiare problemi che sfidano l'idoneità della nostra memoria sulla conoscenza ripetitiva, dal momento che non possono volare sull'abisso tra schemi conosciuti con p = 1 e schemi sconosciuti con p = 0. Gli autistici abbracciano il mondo conosciuto (p = 1) e sono contrariati da tutto ciò che lo contraddice (p = 0). 


Per questo non possono maneggiare dilemmi tra i due estremi, nel mondo tra 1 e 0 esplorato dai qubit quantici. La loro difficoltà per affrontare situazioni di controllo meno-che-perfetto può aiutarci a trovare una teoria sulle radici dell'elaborazione di informazioni nella mente umana normale e nell'universo.

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D. Debolezze e punti di forza degli autistici

La bocciatura degli autistici in prove della credenza falsa (Teoria della Mente) 


La teoria che andiamo cercando non ha bisogno di congetture, dal momento che possediamo una varietà di risultati rimasti senza spiegazione in innumerevoli esperimenti con autistici in differenti campi della psicologia e delle scienze neuro-cognitive. Questo grappolo di risultati enigmatici può diventare un tesoro negli occhi delle persone disposte ad integrarli in una spiegazione delle cause a cui rispondono. Una teoria coerente dovrebbe avere la capacità di predire i risultati di nuovi esperimenti con soggetti autistici, migliorare metodi educativi, fissare il circuito neuro-cognitivo danneggiato nell'autismo, fare scendere i casi di autismo e psicosi, e prevenire  la distruzione della civiltà umana. 


Nel 2004, Cassella (2018b, 2018e) prese in considerazione il protocollo “cambiamento/liberazione” (SDP: 'shift-disengage) proposto da Landry e Bryson (2004): gli autistici uguagliarono i soggetti normali nel cambiare la loro attenzione quando un gruppo di luci lampeggianti si spense da un lato e si accese dal lato opposto nella fase di "cambiamento". Però, i soggetti autistici non si liberarono dell'attrazione del primo stimolo, mettendo in campo la loro 2da attenzione quando, nella fase di "liberazione", si accesero le luci della parete opposta senza che si spegnessero le luci iniziali. La capacità non locale dei soggetti non autistici di guardare simultaneamente (nelle loro menti) i due fasci opposti di luci lampeggianti nel protocollo SDP implica una velocità infinita di computazione. Insomma, il mancato rendimento degli autistici nel protocollo SDP suggerisce che essi non possono maneggiare situazioni in cui devono accudire alla velocità infinita della computazione quantica


Dal 1985, gli scienziati cognitivi hanno riscontrato che i comportamenti anomali osservati negli autistici sono legati in qualche maniera alla loro bocciatura in prove di ‘credenza falsa’ (Baron-Cohen, Leslie, & Frith, 1985) (Baron-Cohen, 1989, 1993, 1995). A maniera di esempio, si chiede ai soggetti sperimentali di fare attenzione a due bambole (un ragazzo e una ragazza) che stanno giocando con delle biglie in una stanza. Gli stessi soggetti vedono che la ragazza-bambola colloca le sue biglie sotto un cuscino prima di lasciare la stanza. Vedono anche che il "ragazzo" muove le biglie al cassetto di una scrivania, mentre la "ragazza" è assente. A questo punto un ricercatore domanda al soggetto sperimentale dove cercherà le sue biglie la ragazza che sta per ritornare nella stanza. I bambini normali rispondono che la ragazza le cercherà sotto il cuscino, dove le ha lasciate; ma gli autistici rispondono che le cercherà nel cassetto della scrivania, dove si trovano veramente.


Nel 1997, Cassella cominciò ad avvalorare l'ipotesi che la località e la velocità finita del pensiero rigido guidano le risposte sbagliate degli autistici, mentre la non località e la velocità infinita del pensiero flessibile guidano le risposte giuste dei non autistici.


Il successo degli autistici nelle prove del riconoscimento del sé stesso e dell'altro


Un altro pezzo cruciale di conoscenza, che ha contribuito alla visione di Cassella delle radici della creatività è il successo strabiliante degli autistici nel passare due prove cognitive fondamentali. Una di esse è la “Foto-prova di Zaitchik.” (Zaitchik, 1990). Questa prova, che misura la capacità di riconoscere la conservazione dell'identità dell'altro nel tempo, è passata dai bambini normali all'età di 4 a 5 anni, la stessa età in cui essi passano prove di credenza falsa. Nella Foto-prova di Zaitchik, Ernie, un personaggio di Sesame Street, fa una foto di Bert mentre quest'ultimo riposa su un materassino. Bert se ne va, e Big Bird prende il suo posto sul materassino. Indicando la foto, ma senza fare vedere il suo contenuto, un ricercatore domanda al soggetto sperimentale, “Nella foto, chi riposa sul materassino?” Attuando in una forma in apparenza opposta al comportamento misurato in prove di credenza falsa, gli autistici rispondono correttamente che nella foto è Bert che riposa lì, anche se vedono chiaramente che Big Bird sta riposando sul materassino. 


Nelle repliche analoghe di Perner (1991) e di Leslie e Roth’s (1993), gli autistici furono 50% più efficaci nel passare la Foto-prova di Zaitchik che i loro controlli normali. Dal momento che questa prova sembra molto simile alle prove della credenza falsa, sorge la domanda: qual è la ragione dietro il comportamento strabiliante degli autistici? In alcuni dei libri del Cassella (2002a, 2003, 2004, 2018e), quel ricercatore spiega che gli autistici passano facilmente la Foto-prova di Zaitchik perché questa prova fa uso di una dinamica di sistemi, o di un insieme di principi cognitivi che non riposa sulla necessità di violare la realtà ma di rispettarla.  Come lo mostrò Einstein nelle sue ricerche sulla relatività speciale e generale, la velocità infinita viola la "realtà" visibile. Dal momento in cui i bambini normali nascondono una velocità infinita nelle loro menti, essi saranno sempre indietro dei loro controlli autistici in prove che rispettano una velocità finita, come è il caso di della Foto-prova di Zaitchik


Questa proposizione è rafforzata dal comportamento similare degli autistici in una prova analoga: il Sé Stesso  Proprio (Povinelli, Landau, & Perilloux, 1996), che i bimbi normali passano alla stessa età (4-5 anni) in cui passano la Foto-prova di Zaitchik e la Credenza Falsa.


Secondo Povinelli et al., il Sé Stesso Proprio misura la capacità di riconoscere la permanenza dell'identità particolare dell'io lungo il tempo. In questa prova, il ricercatore principale si piazza al lato di un soggetto sperimentale seduto. Un aiutante scatta una foto del soggetto sperimentale e del ricercatore mentre quest'ultimo è sul punto di collocare di nascosto un'etichetta sulla testa del soggetto sperimentale. Una seconda foto mostra chiaramente l'adesivo che riposa sui capelli del soggetto. Questi passa la prova se si toglie l'etichetta al vedere la prima o la seconda foto.  


Al principio della sua ricerca, Cassella sottomise i suoi soggetti autistici alla credenza falsa e (per prima volta nella storia della letteratura cognitiva) alla prova del Sé Stesso Proprio. La guida del Virgilio di Cassella (il Dr. Alfonso Caramazza [1994]) è stata essenziale per stabilire che la computazione neurale quantica nella Credenza Falsa si superpone alla computazione classica del Sé Stesso Proprio. Gli esperimenti di Cassella (1997, 2000, 2002a, 2002c, 2017a, 2018e) dimostrano che tanto la Foto-prova di Zaitchik quanto il Sé Stesso Proprio si basano sui principi della 1ma attenzione, mentre la credenza falsa si basa sui principi della 2da attenzione


La prossima sezione presenta i principi psicologici alla base della 1ma attenzione nello spaziotempo e i principi alla base della 2da attenzione nell'iperspazio.

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E. Principi dell'euristica logos

Cassella chiamò sequenza, 1ma attenzione, o computazione classica il vettore cognitivo senza danno nell'autismo di alto funzionamento (sottolineato nei suoi libri stampati).  Lui equipara la sequenza della computazione classica al Tonal degli Aztechi, al Pastorale degli Egizi, e al cristallo Thummim collocato da Mosè nell'Arca dell'Alleanza.


L'analisi della Foto-prova di Zaitchik da parte di Cassella lo porta a proporre che la sequenza sottostà alla nostra capacità di preservare la verità. Nel caso particolare di Zaitchik, gli autistici rispondono che Bert sta riposando sul materassino nella foto della situazione perché si tratta della verità. Siccome non possono corteggiare la velocità infinita che sostiene il dubbio, gli autistici ricordano la verità meglio dei soggetti normali. E fanno questo perché il nostro lato autistico è sostenuto da principi cognitivi reali.


Cassella ha riscontrato (2002, 2018c), che la 1ma attenzione è sostenuta da dieci o più principi, che si aggruppano intorno a due affermazioni:  ‘Nulla può stare in due o più posti simultaneamente (Località); e, ‘due o più oggetti non possono condividere lo stesso spazio allo stesso tempo’ (Impenetrabilità).


Come è stato detto nella sezione anteriore,  i soggetti autistici non passano le prove di credenza-falsa. Questo fatto ha contribuito a qualificare gli autistici come “ciechi mentali” nella letteratura cognitiva e della teoria-della-mente (Wimmer e Perner, 1983). 


Fino ad oggi, la natura della teoria-della-mente è sfuggita agli sforzi di ricerca dei principali centri dedicati allo studio dell'autismo. L'ipotesi data qua è che il vettore cognitivo collegato alla teoria-della-mente riflette i principi che sostengono la nostra capacità di mentire, che gli autistici non hanno. Dal momento che la capacità di abbracciare nell'iperspazio la verità e il suo opposto è sostenuta da una velocità infinita, nel seno dell'‘euristica logos’ Cassella ha chiamato 'simultaneità', '2da attenzione' o 'computazione quantica' il vettore cognitivo (in neretto nei suoi libri stampati) danneggiato nell'autismo.


La computazione quantica può essere equiparata al Flagello indossato dal dio Egizio Osiride, al cristallo Urim posto da Mosè nell'Arca dell'Alleanza', al bastone divino No’am menzionato da Zaccaria (Libri 11-13), e al vettore cognitivo denominato Nagual da Don Juan (il maestro Mesoamericano dell'antropologo Carlos Castaneda). In Cassella (2002a, 20002b, 2018e) e qui stesso viene rialzato uno sbozzo del circuito della simultaneità. Lo sbozzo porta a capire perché gli autistici non possono comprendere le manifestazioni della realtà presenti in prove della credenza falsa.


Secondo le ricerche di Cassella (1997, 2000, 2002a, 2002b, 2004, 2018c, 2018d, 2018e), la 2da attenzione si rifà a dieci e oltre principi, che possono essere collegati a due proposte cognitive: ‘Un oggetto può trovarsi in due o più posti simultaneamente’ (Ubiquità); e, ‘Due o più oggetti possono condividere lo stesso spazio allo stesso tempo’ (Coincidenza).


Per esempio, gli autistici non possono maneggiare i pronomi perché l'uso dei pronomi esige la presenza di una velocità infinita e del nulla che sottostanno alla computazione quantica. Così, un autistico invertirà i pronomi, dicendo “tu” e “tuo” invece di “Io” e “mio”) perché scegliere il pronome appropriato (Cassella, 2018c) implica la capacità di stare in due posti simultaneamente (Ubiquità) e condividere lo stesso spazio allo stesso tempo con il nostro interlocutore (Coincidenza).


Autismo, Sogni e Libertà


La Creatività può essere collegata alla linfa che ravviva l'umorismo e la metafora. Gli autistici non possono prendere in giro lo spazio ed il tempo per mezzo della capacità di vivere in mondi separati simultaneamente, o di accogliere nella loro mente mondi opposti allo stesso tempo


Questo fatto porta a credere che il segreto dietro la difficoltà degli autistici di sostenere un dialogo spontaneo rappresenta un tesoro che potrebbe aprire porte nuove in qualsiasi campo della conoscenza. Potremmo anche vedere quel tesoro come la possibilità di capire il segreto della danza tra permanenza e rinnovamento che si nasconde dietro ogni sforzo creativo—dallo scrivere un romanzo assorbente all'integrare il mondo visibile sotto il controllo della gravitazione con il mondo subatomico invisibile studiato dalla fisica quantica (e mai quantistica).


Il sogno e la speranza di scoprire le radici dell'intelligenza creativa degli esseri umani e della natura potrebbe condurci più in là della divisione attuale della conoscenza, verso l'integrazione dei nostri sforzi creativi in ogni campo.  Però, il sogno di arrivare all'incrocio della letteratura con la scienza non perturba la veglia dei personaggi che maneggiano le risorse collettive, dei votanti che spianano per loro la strada del potere, dei produttori intrappolati nella necessità di una rendita finanziaria, e dei consumatori in cerca di un arco di vita più lungo e confortevole. Se la lunghezza di un arco di vita fosse potenziata con l'aumento della popolazione globale, ed una vita confortevole fosse potenziata con l'aumento del consumo di energia pro-capite, allora il riscaldamento globale alimenterebbe una tragedia e mai una commedia; a meno che usassimo quest'operazione mentale per evitare una tragedia.


In forma simile, se la scoperta della natura della natura o la nostra capacità affettiva e cognitiva di capire una tragicommedia—che è danneggiata nell'autismo—fosse vista come un fattore critico del progresso della scienza e della tecnologia, allora la ricerca sull'autismo sarebbe potenziata immediatamente. Purtroppo questo sogno non ha incontrato ancora un finanziatore disposto a introdurlo nella realtà! I nostri obiettivi più amati continuano ad essere la ricerca della fonte della gioventù (o vivere una vita più lunga), la schiavitù di specie non umane, l'illusione del comfort, e l'invenzione di armi sofisticate con le quali distruggere chi minaccia il nostro stile di vita


Ironicamente, i leader diabolici e autoritari non sospettano che gli autistici, in virtù della loro adorazione del miracolo della permanenza in un universo immerso nel cambiamento, possono diventare le nostre guide per capire le basi della creatività, della democrazia, della libertà, e anche della pazzia


GLI AUTISTICI NON POSSONO CONCEPIRE IL RINNOVAMENTO, DAL MOMENTO IN CUI NON POSSONO ATTRAVERSARE LA NEBBIA AMBIGUA, ESILARANTE E  SCONCERTANTE NELLA QUALE LO STESSO SEGNO PUÒ RAPPRESENTARE SIGNIFICATI OPPOSTI "SIMULTANEAMENTE". 


Siccome sono bloccati dalla loro incapacità di maneggiare l'Ubiquità, gli autistici non possono concepire lo sposalizio dell'Ubiquità con la Coincidenza; come lo propone l'euristica logos e il punto/nulla virtuale posto all'incrocio di ogni croce.

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F. L'euristica logos

Ecco una scena familiare: una bambina, mentre riposa in un letto, canta soavemente una canzone alla sua bambola. La canzone è la stessa che sua madre le ha cantato la sera prima. Così, mentre canta, la bambina pretende che lei è la madre della bambola; e che la bambola è lei stessa.  Questa prodezza teatrale sembra un gioco di ragazzi; eppure la finzione si basa su una misteriosa abilità cognitiva la cui deficienza variabile causa lo spettro dei comportamenti anormali osservati nell'autismo,


Per un individuo autistico che si trovasse di fronte a questa scena preziosa, sul letto riposa solo una persona: la bambina. Per il testimone creativo, invece, sul letto riposano tre persone. Di fatto, nella sua attuazione, la piccola attrice è tre persone allo stesso tempo: sua madre, la bambola alla quale ha infuso vita nella sua immaginazione, e, naturalmente, lei stessa.  Se poi la bambola fosse incinta, allora ci sarebbero quattro persone nel letto del nostro esempio. La situazione descritta soddisfa certamente il principio della Coincidenza; e anche il principio dell'Ubiquità, se consideriamo che la giovane cantante giace qui e lì in mondi sconnessi tra loro simultaneamente: il suo mondo, quello di sua madre, il mondo della bambola, il mondo dei bambini, e il mondo degli adulti.  In verità, essa è allo stesso tempo, una bambina nel presente e una madre nel futuro


L'esempio anteriore sostiene la teoria che l'autismo è causato da deficienze nella dinamica cognitiva che ci permette di condividere lo stesso spazio allo stesso tempo con un'altra cosa e di esistere in mondi separati allo stesso tempo (nella mente). Nel suo gioco di finzione, il lato artistico della bambina (forme parallele di pensare) nutre il suo lato autistico (pensiero sequenziale o lineare). Con il suo allenamento virtuale di coccolare la sua bambola, con il tempo, la bambina crescerà in una madre reale, il tipo di persona che aiuta altre persone a crescere.

La situazione descritta anteriormente è una buona rappresentazione di un'euristica cognitiva che Cassella ha chiamato "logos". L'euristica logos (espressa anche dal simbolo greco Λ) presenta l''intelligenza creativa'  negli esseri umani e nella natura come una complementarietà tra due dinamiche di sistemi: la sequenza,  (la computazione classica, o la finitudine) e la simultaneità, la computazione quantica, o l'infinitudine).  


Le lettrici potranno ricordare che la comparazione tra le prove che gli autistici passano e quelle in cui sono bocciati porta alla complementarietà tra la computazione classica e quella quantica, tra la memoria e l'apprendimento, tra il Pastorale Egizio e  il Flagello, tra il Thummim di Mosè e il suo Urim, tra il bastone Hovalim di Zaccaria e il suo No'am, e tra il Tonal dei Mexica e il Nagual. (Vada anche il ricordo che nei suoi libri stampati, Cassella combina la sottolineatura con il neretto per denotare la complementarietà tra la computazione classica e quella quantica). 


La sequenza e la simultaneità possono irrobustirsi a vicenda o distruggersi a vicenda in un individuo o in un sistema naturale. Per esempio, a differenza degli schizofrenici, gli autistici di alto-funzionamento mantengono viva la memoria (la computazione classica) di eventi veri.  Comunque, la loro difficoltà di maneggiare la coerenza quantica li forza ad uguagliare gli schizofrenici senza medicazione nella difficoltà di proteggere il nostro ritorno a un focolare rinnovato con l'apprendimento condiviso. C'è di peggio. I pazienti di Alzheimer perdono la loro memoria cerebrale del focolare familiare; e le persone con demenza, poi, perdono tanto la memoria cerebrale quanto l'apprendimento cerebellare, o i due bastoni di Zaccaria: Hovalim e No'am.  


I ragionamenti dietro l'euristica logos non sono totalmente nuovi. Nel 1964, Rimland affermò che “Lo studio dell'autismo potrebbe illuminare la nostra percezione delle basi dell'intelligenza".  Questo ricercatore affermò anche (ibid. p. 215) che “l'intelligenza è l'abilità di vedere relazioni e significati incrociando varie alternative allo stesso tempo” (Travis & Hunter, 1928, citato in Goddard, 1946),


È possibile aggiungere altre osservazioni all'intuizione di Rimland: avere accesso simultaneamente a una moltitudine di vie separate, che competono tra loro per spiegare un segno visibile, rappresenta solo il movimento di andata del pendolo paradossale della creatività danneggiato nell'autismo.  Di per sé, il movimento di andata è pericoloso. Infatti,  l'ambiguità causata dall'abbraccio di alternative in guerra tra loro porta alla pazzia quando è portata troppo a lungo. 


Così, è essenziale riunirsi a tempo con il movimento di ritorno del pendolo visto come una metafora del nostro viaggio creativo. Questo succede quando, pur essendo affamati di soluzioni, di fronte a varie alternative possibili (la 2da attenzione), rigettiamo tanto il pane quanto la tentazione di volare presentate dal diavolo. L'idea è scegliere una alternativa o una combinazione di alternative che ci porta “indietro” a un sé stesso e a un altro migliorati.  La metamorfosi che conduce alla rinnovazione (o la 3za Attenzione) viene su quando connettiamo pezzi esistenti di conoscenza (o la memoria, nella 1ma attenzione della computazione classica) in una nuova via spirituale


Un esempio è afferrare il significato esoterico dei nostri Testi Sacri, considerando che la scienza sola non porta alla nostra salvezza ma alla nostra auto-distruzione. I tiranni che lavano il cervello vuoto dei loro accoliti sanno benissimo come usare bene i pronomi. Quindi, bisognerà credere che non è la 3za Attenzione ma la 2da attenzione a guidare le transazioni quantiche della nostra vita diaria; per esempio, nell'uso normale dei pronomi. 


Forse lo stato di equilibrio è rappresentato dal seguente processo: SE I NUOVI SCHEMI CHE RI-CONOSCIAMO (CONOSCIAMO PER LA PRIMA VOLTA) CON LA SIMULTANEITÀ SONO UTILI E BELLI, SONO ACCETTATI DA ALTRI, E CI PORTANO A VINCERE CON ESSI, A QUEL PUNTO SIAMO RITORNATI DAVVERO A UNA REALTÀ CONDIVISA E RINFRESCATA; E QUESTO FA LA VERA DE-COERENZA.


La 3za Attenzione viene su in principio ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo per mezzo della 2da attenzione e collochiamo quel pezzo ripetitivo di conoscenza nei banchi della memoria guidata dalla sequenza della 1ma attenzione. Tuttavia, Cassella ha preferito usare il termine "3za Attenzione," collocando a volte una maiuscola irregolare nella prima lettera di una parola, per denotare la realtà di un vincere comune in cui cresciamo con altri.  Da questo punto di vista, il tipo di de-coerenza che risulta nel disegno di una bomba capace di distruggere l'intero pianeta Terra, la vita di un solo innocente, o ogni modalità di vendetta, non appartiene alla 3za Attenzione.


Come suggerisce l'euristica logos (Λ), abbiamo bisogno della simultaneità (la capacità di mentire e di imparare, che si trova danneggiata nell'autismo) per riaggiustare la conoscenza memorizzata; e abbiamo bisogno della sequenza (la capacità di preservare la verità, che è preservata negli autistici ad alto funzionamento), per riconoscere i nuovi schemi e mantenerli invariati  fino a quando diventano obsoleti.  


La preservazione della sequenza, il rispetto della nostra capacità di mentire, ed il potenziamento della loro unione  fanno la danza di cambiamento e permanenza lungo la via del Progresso solo quando sorridiamo e cresciamo con tutto ciò che sorride e cresce con noi.


La prossima sezione esplora il circuito neurale della nostra capacità di sorridere e di crescere con altri.

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G. Il sorriso che segue a un gioco di parole

La figura sopra mostra il circuito neurale che sottostà alla nostra capacità di superare l'ambiguità di parole polivalenti, e situazioni dove armonizziamo pezzi di informazione normalmente opposti o sconnessi tra loro


Prendiamo in considerazione, per esempio, la situazione paradossale di un Egitto dove la lingua italiana era la lingua della gente comune, dei soldati romani che accompagnavano a Cleopatra VII nella sua incarnazione di Horus, Iside e Osiride come ultimo faraone dell'Egitto antico. Quella regina si rese conto che le navi cariche dei tesori che lei e Antonio avevano accumulato non erano partite; e avvisò subito il suo amante. Il generale romano Marco Antonio mandò a chiamare il suo ammiraglio e gli chiese come mai non aveva 'spiegato' le vele al vento. L'ammiraglio rispose che aveva cercato disperatamente di 'spiegare' le vele al vento, ma il vento non lo capiva. 


Il sorriso cerebellare che segue a un gioco di parole utilizza copie di 'schemata' fissi, alloggiati nella corteccia cerebrale.


Ito (2011) suggerì che le fibre muscose (MF) portano nelle cellule granulari (Gr) e di Golgi (Gl) delle colonne cerebellari l'informazione conservata nella memoria delle colonne cerebrali. Dopo questo passo, l'informazione portata dalle fibre muscose ravviva le fibre parallele (PF) che attraversano la cappa di cellule del 'Purkinje' per raggiungere la 'Cappa Molecolare'. Là, gli assoni delle fibre parallele abbracciano gli assoni delle cellule del Purkinje.  


Nella computazione quantica, bisogna connettere  la coerenza, o il potenziamento non locale a lungo termine (LTP), il fatto che una fibra muscosa può eccitare 180,000 cellule del Purkinje, nel seno di un grado notevole di divergenza. Poi, ascrivo ipoteticamente alla de-coerenza e alla  depressione non locale a lungo termine  (LTD) il fatto che una cellula del Purkinje possa essere eccitata da 180.000 fibre parallele. Nella convergenza connessa alla LTD, le cellule del Purkinje che abbracciano soluzioni spurie sono silenziate, alla stessa maniera in cui la Principessa Turandot (nell'opera eponima di Puccini) promette la morte alle ancelle (cellule del Purkinje) che assegnano un nome sbagliato al principe Mongolo (Calaf) che sta visitando Pechino.


Il gioco quantico del Coatl-quetzal (serpente-uccello) che va con la divergenza della coerenza e del Quetzal-coatl (uccello-serpente) che ritorna con la convergenza della de-coerenza è rialzato anche dalle parole di Cristo (Matteo 22:14), "Dal momento che molti saranno chiamati ma pochi saranno scelti," ed i versi dell'Ave Maria, "Tu sei benedetta tra le donne e benedetto sia il tuo seno, Gesù", ed il ritorno alla Mecca di Maometto.


Sebbene Ito (2011) scrisse che 97% delle cellule del Purkinje sono silenziate nel processo dell'apprendimento,  credo che i lettori impareranno dal sorriso ambiguo della Gioconda di Leonardo da Vinci che possiamo scegliere tra molte mondi, tra due mondi opposti, o possiamo accettare senza accettare, in un gioco di parole, le copie perfette di schemi opposti, portate dalla corteccia cerebrale alla corteccia cerebellare e poi ai nuclei profondi del cervelletto dalle fibre muscose-granulari-parallele. 


L'ultima situazione corrisponde all'arguzia.' espressa nella figura sopra, in cui la stessa sequenza di suoni  ("spiegare") soddisfa due storie di vita distinte, come succede nell'incrocio della viga orizzontale con il palo verticale in una croce, o nella cima di una montagna dove si incontrano la salita e la discesa.

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H. La rovesciata di Pelè

La figura sopra mostra come il cervelletto umano riaggiusta il movimento di un braccio per dare o per togliere qualcosa a qualcuno, o il movimento della gamba di un giocatore di calcio per fare un gol (Cassella, 2018b). 


Anche un gioco di parole, o il movimento che prende in giro qualcuno, può essere riassunto in un movimento ambiguo da esplorare e da capire. Sebbene gli autistici possono sorridere, non riescono però a comprendere l'umorismo, alla stessa maniera in cui essi non possono prendere in giro altre persone, come succede nella bambina che offre ma non dà un cioccolatino. 


L'atto di prendere in giro qualcuno, da parte di una bambina di un anno che usa un movimento standard del suo braccio destro, dando e non dando un cioccolato a un visitatore innocente, può spiegare come lavora il nostro lato artistico. Nella figura sopra, questo lato ri-aggiusta uno schema conservato dal nostro lato autistico. Comunque, prima di spiegare come si uniscono i due lati della nostra mente, si deve spiegare la differenza tra un modello "diretto" e un modello 'inverso', all'interno della dinamica di sistemi che ci permette di uguagliare Coatl-Quetzal nell'andare a Venere per mezzo della coerenza quantica


Dopo esaminare in profondità il pensiero di Ito (2011), Cassella connetta la nostra abilità di predire, o di 'vedere' la posizione finale di un movimento che non possiamo e non vogliamo fermare con il modello 'diretto' ('forward model') di Ito; e la nostra capacità e volontà di produrre un insieme di comandi per cambiare la nostra direzione verso un altro punto specifico nello spazio e nel tempo con il modello 'inverso' di Ito ('inverse model'). Il fatto che gli autistici in generale abbiano problemi per decidere che dire e che fare ("executive functioning") fa pensare a un danno misterioso nella capacità di organizzare dinamiche inverse; questo oltre alle difficoltà quantiche di combinare dinamiche dirette o inverse che competono nello spiegare un fenomeno o nella necessità di introdurre nuovi movimenti nello spaziotempo.


Nel 1968, per esempio, il giocatore di calcio Pelé fece un goal incrociando un passaggio legato a un modello di dinamica diretta con la sua rovesciata sostenuta da un modello inverso.


Come successe con Pelè, solamente il miglior autista  frenerà di fronte a una luce verde, se vedesse che un autista che viene dal suo lato destro arriverà alla prossima intersezione con la luce rossa, ma senza frenare. Dobbiamo supporre che il nostro lato autistico guida il nostro piede destro a spingere il pedale del freno di fronte a una luce rossa; o a spingere l'acceleratore, di fronte a una luce verde. Vale anche la supposizione che il nostro lato schizofrenico spinga l'acceleratore di fronte a una luce rossa, se l'alcool ci ha reso liberi dalle regole imposte dal nostro lato autistico. 


La soluzione di un problema comincia con la gentilezza, e mai con la burla,  anche se la natura ci spinge a prendere in giro altri presto nella vita.


Nella stessa strada di Pelé, una bambina che ha raggiunto la capacità di prendere in giro il prossimo incrocerà un modello diretto del braccio di un visitatore (dispostissimo ad afferrare il cioccolato offerto dalla bambina) con un modello inverso, per poi ritirarlo a tempo con un modello inverso opposto, un istante prima che il visitatore porti via la barretta di cioccolato. 


In forma analoga, il conducente quantico che viaggia nella sua macchina e nella macchina guidata da un autista ubriaco eviterà una collisione incrociando due modelli diretti nella sua mente, raggiungendo la prossima intersezione attraverso il principio dell'Ubiquità molto prima che la raggiungano le due macchine, uscendo senza danni da quella collisione virtuale in virtù del principio della Coincidenza, ritornando alla sua macchina per mezzo di una velocità infinita, e pressando a tempo il pedale del freno, invece di pressare automaticamente il pedale dell'acceleratore.


Nel seno della computazione quantica, possiamo incrociare due modelli diretti, due modelli inversi, o un modello diretto con un modello inverso. Tutto questo mostra la supremazia delle colonne cerebellari sulle colonne cerebrali nei mammiferi. Non è sociale usare quella supremazia per mangiare gli altri o per usarli a nostro piacere. 

 

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I. La supremazia del cervelletto

Qualsiasi persona sulla Terra raggiungerebbe la Sapienza della 3za attenzione se usasse i principi della computazione quantica per vincere con gli altri. A questo punto, bisogna supporre che i principi della computazione quantica sono gestiti dal cervelletto e dal tronco cerebrale. In quanto al cervello, il fatto che sia diviso in due emisferi implica una coordinazione  superiore.


Un micro-complesso cerebellare dovrebbe avere la facoltà di coordinare sia la armonia tra due sensazioni che la armonia tra due concetti, come lo fa supporre la nostra capacità di apprezzare l'armonia di un capolavoro dell'arte, della canzone "Volare" cantata da Domenico Modugno, e del diapason mostrato sotto il ritratto del dio Egizio Osiride. Il fatto che gli autistici con ritardo mentale abbiano una testa di dimensioni superiori al normale  porta a supporre che la loro abilità diminuita di unire concetti sia dovuta, dopotutto, ad un danno cerebellare centrale.


Potremmo progredire moltissimo vincendo con le persone con autismo e ritardo mentale. In primo luogo, potremmo cercare di capire dove stanno in relazione con la progressione di Piaget sulla crescita della computazione classica nello sviluppo infantile. Dopo quello, potremmo offrire loro nuovi metodi di insegnamento e guidarli in attraversare in forma sicura intersezioni virtuali.


La figura sopra include anche la visione di Cassella che l'atto di prendere in giro qualcuno implica che;


  • le onde cerebrali beta riflettono il ruolo della computazione classica di inviare al tronco cerebrale e ai nuclei profondi del cervelletto una copia di uno schema conservato nella corteccia cerebrale; 
  • le onde alfa riflettono la nostra decisione di abbracciare tanto la copia di uno schema conosciuto quanto la copia della negazione pazzesca di quello schema ( questo trucco fa la velocità infinita della computazione quantica);
  • le onde delta riflettono la negazione della realtà; e, finalmente,
  • le onde theta rivelano la nostra decisione di consegnare al visitatore il cioccolatino dopo averlo preso in giro; anche per dimostrare che siamo più angeli che diavoli. Nel caso di Pelé, quel giocatore cercherà di fare un gol con una rovesciata.


A differenza di una persona gentile e angelica, un aguzzino diabolico giocherà con un prigioniero prima di abusare di lui o di lei. L'aguzzino fa tutto ciò perché il suo padrone glielo ordina; o forse perché ci sono leader ben stupidi, che credono che possono negoziare con un tiranno disposto a tradire tutti meno sé stesso.


I leader che si afferrano al potere temporale ignorano che il loro tradimento delle persone che cercano di insegnare loro il senso sociale dei valori sarà seguito alla lunga dalla loro caduta nell'abisso della pazzia.


La nostra vittoria con altri si nasconde nei valori sociali che pavimentano la via della 3za Attenzione, nei capolavori dell'arte e nei Testi Sacri di tutte le religioni (Cassella, 2019).

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J. I Valori Sociali

Tanto la computazione classica quanto la computazione quantica sono innate negli esseri umani.


Questa ipotesi si accorda con le conseguenze genetiche per cui ci sono quattro volte più autistici maschi che femmine, dal momento che i cromosomi di queste sono disposti meglio di quelli dei compagni affamati di potere. Gli autistici di alto funzionamento mantengono intatto, al momento della nascita il tesoro cognitivo (delineato alla sinistra nel fondo della figura sopra) che Cassella avvicina al cristallo Thummim, cucito da Mosè nell'Efod che suo fratello Aronne manteneva nell'Arca dell'Alleanza. 


Oltretutto,  il cristallo Thummim potrebbe essere comparato al Pastorale Egizio indossato dal dio Osiride e da tutti i faraoni, fino al suicidio di Cleopatra VII, e prima che il generale Romano  Ottaviano Augusto si impadronisse del suo corpo morto. Il Pastorale e il cristallo Thummim fanno anche il bastone Hovalim, la fede, la 1ma attenzione e la nostra disposizione a ubbidire l'autorità, l'ordine e la verità che si oppongono al caos disordinato e alla falsità che cercano di rimpiazzarli. La 1ma attenzione è anche equivalente al Tonal venerato dai Mexica-Aztechi, all'Unità alla base di ogni misurazione e alla computazione classica che mantiene l'integrità degli "schemata' fissi, immagazzinati nella corteccia cerebrale degli esseri umani.


Senza la computazione classica protetta dal Tonal Azteca, il mondo della realtà condivisa in un individuo o in un sistema sparirebbe: la situazione degli schizofrenici. Dopotutto,  la computazione quantica protetta dal Nagual Azteca ha bisogno di una piattaforma da cui viaggiare nell'infinito che circonda ogni esploratore immerso nel dubbio. Come esempio, possiamo prendere il viaggio di Giacobbe dopo avere ingannato suo padre Isacco per ottenere la benedizione che apparteneva al suo fratello gemello Esaù.  Giacobbe lasciò la sua casa-Pastorale, sulla strada del Flagello Egizio, Urim, o il bastone No'am di Zaccaria, per timore della rabbia di Esaù, o a causa del suo coraggio, della sua curiosità, e del consiglio di sua madre Rebecca. 


Prima di cadere nella pazzia, però, Giacobbe vide in un sogno a Bethel una rampa  (la computazione quantica) che andava dalla terra (la computazione classica) al cielo (la mancanza di senso della realtà nel pazzo, anche questa protetta dalla computazione classica). Gli angeli di Dio salivano e scendevano lungo quella rampa, una metafora dei pensieri della persona non autistica, che corteggia in primo luogo la coerenza, nella 2da attenzione che va dall'autismo alla schizofrenia; e in secondo luogo la de-coerenza, nella 3za Attenzione che torna dalla schizofrenia a un lato autistico rinnovato. A Betel, Giacobbe capì che c'è qualcosa di peggio della povertà estrema: la povertà cognitiva della persona che gli angeli di Dio abbandonano nel mondo visibile; e peggio ancora, lo spirito quantico di leader che, fatti schiavi da coorti diaboliche, sono poi costretti a dimorare al bordo della pazzia prima di cadere nelle sue profondità. I tiranni diabolici enfatizzano sempre la loro capacità di imporre l'ordine; ma, a cosa serve l'ordine autoritario appoggiato dalla tortura, se alla fine si trasformerà in un caos pazzesco?


Cassella (2018e) suppose che, a Bethel, Giacobbe capì che poteva usare la sua capacità di correre dietro all'infinito per raccorciare la crescita di altri, come fanno i tiranni, o per crescere con essi, nel volere un risultato di vincita condivisa. I tiranni che rigettano la democrazia rigettano anche la Ragione e la Visione che portano a risolvere un problema. Dopo Bethel, la Forza della Libertà e della Bontà indussero in Giacobbe un apprendimento sobrio che lo portò alla redenzione causata dall'unione del perdono con la prudenza.


Alla fine, la compassione di Giacobbe e la sua speranza si trasformarono nella fede che facilita tanto la nascita della Ragione quanto la Visione che portano al bordo della pazzia, ma senza cadere in essa. A Penuel, l'umiltà dietro il nulla portò Giacobbe a lottare tutta la notte con Gabriele, una metafora della sua comprensione che doveva consultare Dio prima di esercitare la sua Volontà. Gabriele vide lì e in quel momento che Giacobbe aveva lasciato indietro il suo diavolo quantico, la sua mente storta ed il suo egoismo. In conseguenza, la Faccia di Dio gli storse una gamba e cambiò per sempre il suo nome da Giacobbe ('colui che inganna gli altri') a "Israele," o 'colui che lotta con ed è salvato da Dio'.


Con Penuel, Israele abbracciò più che mai una volontà paziente che cercava di crescere con e di vivere con altri. La sua Carità e la sua Pietà cercarono di insegnare alla mente curiosa di altri come scappare dal consiglio del Diavolo in cerca della Bellezza, Amore, Eleganza, e Sapienza. Giacobbe aveva lasciato Bethel nella povertà, e Penuel nella ricchezza. Comunque, né la povertà né la ricchezza poterono influire sulla sua Volontà di 'camminare con Dio'.


La tradizione orale dietro il libro del Genesi e la storia di Giacobbe furono dettati da Mosè. Il Principe dei profeti nascose nel Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) i valori sociali necessari per trasformare i pericoli segnalati dall'analisi di problemi cruciali in un nuovo orizzonte di Progresso. In forma analoga, l'Aquila Tolteca/Mexica rappresenta una metafora del ritorno di Quetzalcoatl che porterà i figli dei nostri figli a salvare il nostro pianeta e a raggiungere il pianeta acquoso e sconosciuto che gira intorno a  Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole.


Comprendere l'autismo, il lato autistico e il lato artistico della mente umana porterà:


  • ad un nuovo Ramayana, nel quale Sita riempirà suo marito Rama di compassione
  • a un nuovo incontro tra Kong Fuzi and Laozi, nel quale i due maestri uniranno i loro punti di vista;
  • a capire il viaggio notturno di Maometto;
  • a comprendere il mistero della  transustanziazione nell'Eucarestia;
  • al ritorno di Quetzalcoatl;  
  • alla nostra comprensione dell'autismo e della psicosi;
  • a una Alleanza ad hoc tra nazioni potenti;
  • a fermare la morte delle specie  non umane;;
  • a ridurre il numero di abitanti umani della Terra; 
  • a consumare molto meno idrocarburi, energia e acqua; 
  • a educare i terroristi e i leader che lavano il loro cervello;
  • a diminuire la temperatura dell'atmosfera bassa; 
  • a pulire i nostri oceani; e
  • a propiziare il sorriso dei giovani del futuro.


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L. Autismo, euristica logos, e riscaldamento globale

Come si spiega nel  laboratorio sul cambiamento climatico che porta al riscaldamento globale  (8vo), in un articolo ad hoc di Cassella (2017b) e in un libro sull'argomento (Cassella, 2018l), il gruppo IPCC (Gruppo Inter-governativo sul Cambiamento Climatico)  non ha ancora considerato i pericoli estremi connessi alla nostra disposizione a lasciare che la temperatura media dell'atmosfera bassa si elevi in più di due gradi Celsius.


Se il permafrost e gli oceani si scaldassero adesso  (in una atmosfera che è diventata la serra più potente in 300 milioni di anni), i cristalli di clatrato di metano che riposano addormentati sul fondo di mari poco profondi potrebbero fuggire dalla loro gabbia, viaggiare nell'atmosfera e causare una elevazione di diossido di carbonio più in là di 1500 ppm (parti per milione). 


Sotto queste condizioni, potrebbe andare perduto sul fondo dei nostri oceani l'equilibrio (Chemocline) tra batteri che si alimentano di zolfo e batteri che si alimentano di ossigeno.  In questo caso, una valanga ambientale causerebbe l'emissione di idrogeno solforato, che già può essere osservata in filtrazioni vicine alla costa dell'Angola.  Il nostro obiettivo di vivere una vita sempre più lunga e confortevole distruggerebbe molto di più che le foreste della Terra e le specie non umane: Lo squilibrio attuale potrebbe mandare al Diavolo  il futuro, le speranze ed il sorriso dei figli dei nostri figli. 


Da sola, la scienza non potrà allontanare i pericoli che assilleranno i nostri discendenti.  Solo integrando il nostro  muscolo scientifico con i sogni e con i valori dei nostri antenati potremo trasformare qualsiasi pericolo in nuove opportunità di crescita prima di trovarci a cavallo del secolo  XXI. Sebbene non abbiamo molto tempo dobbiamo cercare di vincere con.


Dobbiamo cercare di vincere con anche se alcuni di noi sono ciechi; se altri sono colmi di cinismo; e se c'è anche chi si trova immerso in una corruzione senza ritorno. 


Dopotutto, potremmo uscire da questa situazione in una forma elegante, che i figli dei nostri figli benedirebbero perfino nei loro sogni. Animo i lettori e le lettrici che abbracciano un coraggio senza limiti e che vogliano migliorare il futuro dei loro figli a dedicare qualche ritaglio di tempo ad affrontare le difficoltà di queste pagine, nella speranza di una eventuale comprensione.  (Chiunque pressi la figura sopra sarà condotto di fronte agli scritti del Cassella sul riscaldamento globale).

References, Referencias, Riferimenti

I riferimenti alle opere di Antonio Cassella fanno parte della sua biografia.


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