Articoli di Antonio Cassella in inglese

CASSELLA, A. (2011). Autism and the interplay of  deterministic and quantum information processing in the act of creation. Neuroquantology, 9(2), 271-287. DOI: https//10.14704/nq.2013.11.2.623


ABSTRACT:

La preferenza degli autistici per la conoscenza invariata e il loro rifiuto del cambio hanno portato l'autore a ipotizzare che l'abilità di preservare schemi conosciuti è un elemento necessario ma non sufficiente per sviluppare l'abilità umana di risolvere un problema, scoprire nuove verità, e ricreare il mondo familiare. Questa proposta  puó essere falsificata esaminando due fatti. Il primo è che l'abilità autistica di passare prove di riconoscimento proviene da una attenzione e intenzione indivise, che avvalorano verità riconosciute e rigettano tutto ciò che contraddice l'informazione legittima—in forma simile alla posizione determinista della logica computazionale classica. Il secondo fatto è che gli autistici rimangono bocciati in prove di credenza falsa perché non possiedono l'attenzione e intenzione divise che avvalorano simultaneamente ciò che conosciamo e ció che lo contraddice—fatto proprio dell'ambiguità che circonda i fenomeni quantici. La ricerca sull'autismo può portare a capire il gioco tra elaborazione determinista ed elaborazione quantica di informazioni nell'atto della creazione.

PAROLE-CHIAVE: Autismo, elaborazione determinista di informazioni, elaborazione quantica di informazioni, creatività


CASSELLA, A. (2013).  A heuristic view of the neurobiological correlates of classical and quantum neural computing from the perspective of autism. Neuroquantology, 11(2), 314-331. DOI: https// 10.14704/nq.2011.9.2.324


ABSTRACT

Certe anomalie del discorso di individui con autismo e la loro bassa adattazione a situazioni ambigue suggeriscono che la computazione neurale quantica, o la seconda attenzione, è danneggiata nell'autismo. Quando le persone senza autismo affrontano un dilemma, la divergenza-coerenza quantica: a) sospende la legittimità delle conoscenze conservate dalla computazione neurale classica, o la prima attenzione; b) lancia l'io implicito in direzioni opposte; e c) simula le conseguenze di varianti divergenti della memoria di lavoro protetta dai microcomplessi cerebellari. Contrariamente a tutto ciò, la convergenza-decoerenza quantica seleziona una variante utile o divertente, riducendo cosí le conseguenze di prove cieche, volte a riaggiustare le conoscenze conservate nei banchi di memoria a lungo termine della corteccia cerebrale. In questo articolo, una visione delle radici psicologiche della coerenza e decoerenza quantiche, danni riscontrati nell'autopsia di cervelli di bambini e di adulti con autismo, e l'applicazione della teoría moderna di controllo ai microcomplessi del cervelletto-tronco-cerebrale portano ad un'euristica preliminare sulla complementarietà della computazione classica con la computazione quantica nel cervello delle persone senza autismo. 

PAROLE-CHIAVE: visione euristica, radici neurobiologiche, computazione neurale quantica, autismo

Cassella, A. (2014a). Psychological roots of social and linguistic deficiencies in autism and the distinction between classical and quantum neural computing. In The comprehensive guide to autism, edited by  Patel V. B., Preedy V. R., & Martin,  C. R.,  p. 1219-1242. New York: Springer.

DOI https://doi.org/10.1007/978-1-4614-4788-7_52 

ABSTRACT

Gli autistici verbali possono impadronirsi della semantica e della sintassi di un discorso, ma rimangono ciechi alla sua pragmatica. Essi possono sorpassare soggetti normali di 4 anni di età in prove neuropsicologiche sottintese alla capacità di meta-rappresentazione, ma rimarranno indietro a bambini di 4 mesi di età in prove di cambi di attenzione. Lo strano rendimiento degli autistici si rifà a tre ipotesi (euristica logos, o Λ): (1) la computazione neurale classica (la sequenza, o la prima attenzione), che abbraccia l'ordine e allontana il caos, è illesa nei Disordini dello Spettro Autistico (DSA; (2) la cecità degli autistici agli stati mentali di altri si deve a un danno nella loro computazione neurale quantica  (la simultaneità, o la seconda attenzione), che abbraccia l'ordine ed il caos simultaneamente; e (3) in individui senza autismo, la computazione quantica e la classica possono collaborare nell'adozione di nuovi schemi, nel creare dialoghi spontanei, e nel maneggio di incontri sociali. Logos può arricchire la comprensione delle radici psicologiche delle deficienze del linguaggio degli autistici e pratiche educative volte ad apportare a individui con autismo la libertà di coniugare in forma flessibile i loro desideri con quelli degli altri.

PAROLE-CHIAVE: Capacità cognitiva, Oggetto virtuale, Computazione neurale, Gioco di finzione, Individuo autistico

Questo libro può essere comprato nel sito dell'Editore

Files coming soon.

Cassella, A. (2014b).  Neurobiological correlates of classical and quantum information processing from the perspective of autism. In The comprehensive guide to autism, edited by V. B. Patel, V. R. Preedy, and C. R. Martin, p. 865-890. New Yok: Springer. DOI https://doi.org/10.1007/978-1-4614-4788-7_205

ABSTRACT

Il rendimento difettuoso degli autistici in prove neuropsicologiche e le anomalie del loro discorso suggeriscono che quando gli individui senza autismo affrontano un problema, la loro mente entra in uno stato di coerenza quantica: la legittimità di schemi prototipici – conservati dalla computazione classica, la sequenza, o la prima attenzione – è sospesa dalla computazione quantica, la simultaneità, o la seconda attenzione; e le conseguenze di varianti conflittive sono simulate nei microcomplessi cerebellari. Nella  decoerenza quantica, la seconda attenzione discerne varianti promettenti (apprendimento); e la prima attenzione avvalorerà i nuovi schemi e li proteggerà (nella memoria) contro cambi illegittimi, allontanando errori inaccettabili o accettando errori divertenti. In questo capitolo, gli aspetti psicologici di un salto quantico fra coerenza e decoerenza  (che gli autistici non possono seguire), il danno osservato nell'autopsia di cervelli autistici, e una ricerca  profonda del cervelletto portano a un'euristica sui fondamenti della computazione neurale classica e della computazione quantica.

PAROLE-CHIAVE: Cellule del Purkinje, Modello inverso, Nuclei del cervelletto, Computazione neurale.

Questo libro può essere comperato nel sito web dell'Editore

Files coming soon.

CASSELLA, A. (2016). The psychological roots of creativity in messages left by Leonardo da Vinci, Giorgio Vasari, and a Neanderthal troglodyte. Journal of Arts and Humanities, 5(9), 12-28.  DOI https://dx.doi.org/10.18533/journal.v5i8.966

ABSTRACT

La memoria locale perfetta del nostro lato autistico non è sufficiente per superare i cambiamenti imprevisti  che sfidano la non località del nostro lato artistico. La perdita della non località quantica porta gli autistici a rimanere bocciati in prove radicate nel superamento dell'ambiguità meno-che-perfetta rialzata dalla nostra creatività. La struttura psicológica nella quale la memoria perfecta e la creatività meno-che-perfetta si rafforzano mutuamente è ancora protetta dall'oscurità. Questo articolo apporta l'ipotesi che Leonardo da Vinci avrebbe immaginato l'unione della perfezione  nella località classica  con meno-della-perfezione nella non località quantica; e che nascose questa sua intuizione nel quadro Adorazione dei Magi. La conoscenza di Leonardo—espressa qui come l'euristica logos—fa da guida a un'interpretazione psicologica del sorriso di Monna Lisa; dei 4 avatar dell'Uomo Vitruviano; del riconoscimento ed ubicazione della Natività, una pittura sconosciuta di Leonardo; dell'ubicazione ipotetica del suo murale svanito, Battaglia di Anghiari; e di un diagramma astratto, realizzato 39.000 anni fa nella caverna di Gorham a Gibilterra. Logos può essere utilizzato per appuntare alla computazione locale, alla computazione non locale, e alla loro alleanza nel cammino del progresso.

PAROLE-CHIAVE: Battaglia di Anghiari, Creatività, Caverna di Gorham, Leonardo da Vinci, superposizione locale-non locale, teoria-del-tutto, Natività.

Corrigendum: Cassella (2017b; 2018c) ha riaggiustato in una conclusione alterna la sua ipotesi sull'ubicazione della Lotta per lo Stendardo di Leonardo.

CASSELLA, A. (2017a). Re-directing climate change and terrorism by allying classical with quantum neural computing. ​ International Journal of Social Science Studies, 5(9),94-115.   DOI https://doi.org/10.11114/ijsss.v5i6.2439

ABSTRACT

Prima della fine del secolo XXI, il terrorismo e il cambiamento climatico occasioneranno la rottura della civiltà. Questo disastro segue la crescita della disparità tra ascesa scientifica e discesa sociale. L'articolo esposto qui esplora i valori social nascosti in testi sacri e in capolavori dell'arte per mezzo di uno sguardo all'incapacità di rinnovare la realtà familiare nei Disordini dello Spettro Autistico (DSA). L'articolo esamina anche il danno all'abilità di preservare credenze condivise nei Disordini dello Spettro Schizofrenico (DSS). L'autore suppone che supereremo il cambiamento climatico e il terrorismo se uniremo la nostra capacità di rinnovare e di preservare la realtà familiare con un uso umanistico della scienza e della tecnologia.

PAROLE-CHIAVE: autismo, computazione classica, computazione quantica, intelligenza sociale, riscaldamento globale, terrorismo

CASSELLA, A. (2017b). Freeing Leonardo da Vinci’s "Fight-for-the-Standard" in the Hall of the Five Hundred at Florence’s Palazzo Vecchio. International Journal of Social Science Studies, 5(10), 01-16.  DOI https://doi.org/10.11114/ijsss.v5i10.2657

ABSTRACT

Nel mese di giugno  del 2017, l'autore scrisse un articolo sul International Journal of Social Science Studies nel quale suppose che la Sala dei 500 al Palazzo Vecchio di Firenze ha protetto durante 512 anni, sotto il quadro Battaglia di Marciano di Giorgio Vasari, la parte centrale del murale Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci:  Lotta per lo Stendardo.  Nella sera del 10 di agosto del 2017, l'autore riuscì a decifrare un messaggio velato del Vasari: La linea verticale che passa per il centro della Battaglia di Marciano passa anche per il centro della Lotta per lo Stendardo. Nella sera del 15 di agosto, poi, l'autore lesse un secondo messaggio segreto del Vasari: Il fondo del murale di Leonardo Battaglia di Anghiari si allinea con il pavimento della Sala dei 500. Più in là di ipotesi previe, l'autore conclude qui che, dopo aver perforato un buco di mezzo pollice a 0.915 metri dal pavimento, sulla linea verticale che scende dalla laringe virtuale del soldato supino che grida sul suolo della Battaglia di Marciano, un laparoscopio porterà a vedere la laringe virtuale del soldato prostrato, che grida nella Lotta per lo Stendardo.  Il nostro assalto selvaggio contro la vita selvaggia e l'intelligenza umanistica non può essere sostenuto a lungo. Da un punto di vista umanistico, il ritrovamento quantico del conflitto classico ripreso dalla Lotta per lo Stendardo porterà a un Rinascimento globale: L'unione di una conoscenza antica dei valori sociali con le scoperte scientifiche e tecnologiche moderne allontanerà il riscaldamento globale e il terrorismo fondamentalista, dando ai nostri discendenti la possibilità di esplorare il cosmo nei prossimi 7.000 anni.

PAROLE-CHIAVE: Computazione classica, computazione quantica, valori sociali, Humanesimo, Rinascimento


CASSELLA, A. (2018a). A psychological view of complex numbers through classical and quantum computing. International Journal of Social Science Studies, 6(1), 66-81.  DOI https://doi.org/10.11114/ijsss.v6i1.2872

ABSTRACT

Questo articolo esplora il significato psicológico dello zero e dei numeri complessi, sotto l'abbraccio della computazione classica con la quantica. In primo luogo, l'autore affronta la computazione classica, vista come apprendimento dopo-i-fatti e come la perfezione finita della prima attenzione, illesa negli autistici di alto funzionamento. In secondo luogo, l'autore presenta la computazione quantica come l'apprendimento prima-dei-fatti e l'infinito dietro meno-che-la-perfezione nella seconda attenzione, danneggiata nello spettro autistico prima dei tre anni di età. La computazione quantica del secondo passo concorda con la coerenza quantica, l'angolo Pi greco dato in radianti, l'Identità di Eulero, e l'esplorazione di interpretazioni schizofreniche con una probabilità di esistenza equivalente allo zero algebrico. In terzo luogo, questo articolo mostra che l'alleanza della computazione classica con la quantica, o della prima con la seconda attenzione, permette all'io pentito di raggiungere lo zero trascendente, la decoerenza quantica,  e un focolare rinnovato nelle braccia della Terza Attenzione. A sua volta, la rinnovazione apportata dalla Terza Attenzione può connettersi a un angolo due volte Pi greca  (o Tau), all'Identità “Tau”, all'unione di numeri reali con numeri immaginari nei numeri complessi, e alla proposizione di Pitagora che “tutto è un numero”.

PAROLE-CHIAVE: Zero algebrico, autismo, computazione classica, numeri complessi, finitudine, infinitudine, computazione quantica, schizofrenia, zero trascendente

CASSELLA, A. (2018b). Exploring the social link between cerebral and cerebellar neural ensembles through a falsifiable psychological heuristics. International Journal of Social Science Studies, 6(2), 69-93.  DOI ​https://doi.org/10.11114/ijsss.v6i2.2934

ABSTRACT

Questo articolo si appoggia sull'euristica psicologica logos nel proporre che l'organizzazione dell'universo, dei sistemi subatomici, e del cervello umano sostiene il viaggio di andata e ritorno del semidio Mesoamericano Quetzalcoatl. Nell' iperspazio che la seconda attenzione nasconde in 5.000 microcomplessi cerebellari: A) la coerenza quantica del “Coatl-quetzal” unisce, nel suo viaggio di andata, la legittimità del “coatl-serpente” conservato dalla prima attenzione, nello spaziotempo classico di 2.000.000 di colonne corticali, all'illegittimità del “quetzal-uccello schizofrenico alloggiato nella corteccia cerebellare, e B) la decoerenza quantica aiuta “Quetzal-coatl” a ritornare dalla schizofrenia all'autismo con un nuovo pezzo di conoscenza. La connessione sociale che armonizza la prima con la seconda attenzione, lo spaziotempo con l'iperspazio, e la computazione classica con la quantica provoca il ritorno di Quetzalcoatl con la Terza Attenzione. Nei microcomplessi cerebellari, la Seconda Attenzione comincia allacciando la certezza apportata dalle fibre muscose, che vengono dal cervello, al dubbio insito nella coerenza-potenziazione a lungo termine sparsa dalle fibre parallele. Dopo, la Terza Attenzione allaccia la coerenza-divergenza della potenziamento a lungo termine alla decoerenza-convergenza della depressione a lungo termine, nelle cellule del Purkinje che afferrano un gioco di parole; e l'eccitazione di alcune cellule del Purkinje nell'iperspazio non locale, con l'inibizione dei nuclei profondi del cervelletto che fanno apparire un sorriso nello spaziotempo locale.

PAROLE-CHIAVE: autismo, computazione classica, colonne corticali, località, non località, computazione quantica,  microcomplessi cerebellari, potenziazione cerebellare a lungo-termine, schizofrenia, depressione cerebellare a lungo-termine, umorismo, progresso.

CASSELLA, A. (2018c). Exploring the Sphinx and the Great Pyramid through the logos heuristics. International Journal of Social Science Studies, 6(9), 11-30.  DOI https://doi.org/10.11114/ijsss.v6i9.3559

ABSTRACT

L'autore descrive qui una triangolazione primaria nell'antico Egitto: l'incrocio di un Circolo del Nord di 22,5-miglia (diametro)  con un Circolo-del-Sud di 18-miglia intorno a una linea base condivisa, che si dirige verso l'est per 14,1 miglia, dal vertice della piramide di Khafre a Giza. Lui sostiene che, nel secolo XXVI prima dell'Era Comune, il  Faraone Khufu (il padre di Khafre) si appoggiò su quella triangolazione per congelare nella pietra un piano magistrale, in cui il primo passo era sostituire con la Speranza il timore degli Egizi per la dea monumentale che precedette di 65 secoli la Sfinge di Giza. Khufu cambiò la testa della leonessa che guardaba verso l'est nella testa del Faraone-Guardiano dell'Alto e Basso Egitto. Nel fare quello, la velocità subliminale della prima attenzione, nella memoria-fraternità della computazione classica e nella testa della Sfinge, venne unita alla velocità superluminale della seconda attenzione, alla speranza-creatività della computazione quantica, e al corpo della Sfinge. La Sfinge e la Gran Piramide che seguí alla sua trasfigurazione mostrano l'Unione della prima con la seconda attenzione, nella Terza Attenzione. Come riflesso del piano magistrale di Khufu e della Terza Attenzione,  l'euristica logos connette qui i monumenti dell'antico Egitto sulle radici della natura e della mente con il piano complesso, il raffreddamento globale, l'autismo, la pazzia, il discorso spontaneo, le onde cerebrali, il misticismo, la musica, l'arte di Leonardo, la meditazione, il ritorno del semidio Mesoamericano Quetzalcoatl, l'amore materno, e il progresso.

PAROLE-CHIAVE: Sfinge di Giza, Gran Piramide, natura della natura, fratellanza, speranza, progresso